Entrare dentro la Chiesa di San Maurizio è come aprire un piccolo scrigno, rimasto chiuso per tanto, tanto tempo, e rimanere estasiati davanti alle immagini che ci si presentano davanti ai nostri occhi.
Dopo parecchi anni di restauri (non ancora terminati) questo autentico tesoro dell’arte pittorica lombarda del ‘500. Prendetevi tutto il tempo necessario per ammirare la bellezza degli affreschi che ricoprono interamente l’Aula dei Fedeli con colori vivaci e luminosi.
Tra le cappelle di destra, particolarmente interessante è la Cappella Besozzi, la seconda, dedicata a Santa Caterina, in cui spicca mirabilmente l’affresco dedicato alla decollazione della Santa.
Assolutamente spettacolare la parete divisoria, attribuita al Luini, con immagini di S. Orsola, S. Maurizio, Alessandro Bentivoglio (il committente dell’opera) e la tela di Campi con l’Adorazione dei magi.
Passate ora, a sinistra dell’altare, attraverso le Cappelle di San Giovanni Battista e della Deposizione, ed entrate nell’Aula delle Monache, dove rimarrete abbagliati dai bellissimi affreschi del Presbiterio.
Sulla volta, sullo sfondo di un cielo stellato, le immagini di Dio con gli Evangelisti e gruppi di Angeli. Sulla parete divisoria immagini di Santa Caterina, Sant’Agata, del Cristo Morto, del Cristo in Croce, delle Nozze di Cana e della Salita al Calvario. Nella cappella terminale del presbiterio, meraviglioso affresco dell’Ecce Homo – guardate i visi dei manigoldi che deridono il Cristo.
Fra le cappelle di destra è presente la bellissima immagine di Adamo ed Eva che ricevono il frutto del peccato dal serpente; mentre tra quelle di sinistra splendida è la Cappella dell’Arca di Noè, con affreschi di Aurelio Luini.
Se guardate verso l’alto, potrete scorgere i Matronei, anch’essi interamente decorati – pare da Giovanni Antonio Boltraffio – con motivi floreali e volti di Sante monache e Martiri.
Uscendo dalla Chiesa ed entrando nell’edificio alla sua destra – che ospita il Museo Archeologico di Milano, gratuito – si possono vedere il Chiostro del Monastero e, nel giardino, le due torri quadrangolari e poligonali, di epoca romana, inserite nelle antiche mura di Massimiano – sempre di epoca romana alcuni resti del Circo Mediolanense, visibili all’angolo tra via Brisa e Via Luini.