Gite fuoriporta e itinerari da un giorno o da un weekend

Gita a Castell Arcuato

Castell’Arquato, Città d’Arte, Città del vino, sorprende già al primo sguardo, tra Emilia e
Lombardia, tra Pianura Padana ed Appennino, a circa trenta chilometri dal capoluogo
Piacenza e poco più da Parma, per il suo autentico aspetto medievale
La sua unicità fa sì che sia entrato nel Club dei Borghi più belli d’Italia, che abbia
ricevuto la certificazione TCI Bandiera Arancione, sia protagonista del circuito dei Castelli
del Ducato di Parma e Piacenza, della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini, ma
è anche Città per la Pace.
Oggi l’economia del borgo è legata alla coltura della vite e del vino che affonda nei
secoli; prelibata e di qualità è la produzione locale di salumi: coppa DOP, pancetta,
salame e culatello. Imperdibili i piatti della tradizione: anolini, pisarei e fasò, tortelli di
erbette con la coda, torta al cioccolato di Vigolo Marchese.


CENNI STORICI
Con la donazione del 789 di Magno, Castell’Arquato passa sotto il dominio del Vescovo di Piacenza,
che tra l’altro poco prima dell’anno mille riceverà dall’imperatore Ottone III il titolo di conte
Nel 1403 Gian Galeazzo investe Borromeo de’ Borromei e la sua discendenza dei poteri feudali su
Castell’Arquato, con annesse rendite fiscali. Ma il “marrano” passa dalla parte di Carlo VI di Valois, re
di Francia. Il 1 maggio 1404 diventa regio feudo
Francesco Sforza è ormai sul trono di Milano, quando nel 1453 investe Bartolomeo Colleoni del feudo
di Castell’Arquato. Per pochi mesi però, perché il condottiero passa alla Repubblica Veneta e il suo
signore, gli toglie il feudo passandolo a Sceva da Corte e poi a Tiberto Brandolino da Forlì, anche lui
fellone. È l’età dei capitani d’armi che mantengono per breve periodo il governo del borgo
disinteressandosi della vita dei suoi abitanti.

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